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Test endometriale delle plasmacellule

Il test endometriale plasmacellule è un’indagine diagnostica che serve per individuare l’eventuale presenza di endometrite cronica, una patologia infiammatoria, che può inibire l’attecchimento di un embrione e dunque una gravidanza. Ecco quello che occorre sapere al riguardo.

Gynecologist showing uterine structure on a uterus model. Uterus model on gynecologist's desk close-up

Test endometriale e ricerca plasmacellule, quando si usa

Alcune cause di infertilità sono riconducibili all’endometrio, la mucosa interna all’utero, necessaria all’attecchimento e alla sopravvivenza dell’embrione. Tra queste sta assumendo sempre maggior rilievo, grazie a tecniche diagnostiche innovative e specifiche, il ruolo dell’endometrite cronica. Tale patologia risulta essere presente in oltre il 30% delle donne con aborti ricorrenti o ripetuti fallimenti di impianto embrionario su cicli di Fivet. Il test endometriale per la ricerca di plasmacellule serve per confermare questo sospetto diagnostico, o escluderlo procedendo ad indagini ancora più specifiche per individuare l’origine dell’infertilità. Nello specifico si tratta di un test immunoistologico, mirato alla ricerca di plasmacellule e cellule Natural Killer (NK) la cui presenza massiccia è associata ad un errore del sistema immunitario che impedisce l’impianto dell’embrione.

Cos’è l’endometrite cronica

E’ un’infiammazione dell’endometrio, che se non individuata precocemente diventa cronica, sviluppando effetti negativi sulla fertilità. E’ provocata da comuni infezioni batteriche (come quelle da streptococco) ed è per lo più asintomatica; in caso di disturbi questi sono aspecifici e riconducibili all’infezione più che all’infiammazione correlata. Tale condizione provoca comunque una serie di effetti sull’organismo ed in particolare sulla mucosa uterina: ne altera la maturazione e la ricettività embrionale e ne modifica l’assetto immunitario. In particolare l’endometrite cronica è caratterizzata da un’alta concentrazione di plasmacellule, linfociti B effettori, ovvero produttori di anticorpi e quindi in grado di combattere agenti patogeni, che possono agire sull’embrione ritenendolo un nemico da eliminare. Per questo il test della ricerca delle plasmacellule in caso di sospetto, è importante.

Test endometriale plasmacellule, come si fa?

Tale indagine diagnostica richiede una biopsia endometriale, ovvero il prelievo di un piccolo campione di tessuto endometriale da analizzare in laboratorio. Una parte viene messa in coltura (endometriocoltura) per verificare la presenza di batteri o altri agenti patogeni, mentre il resto viene studiato al microscopio per valutare la maturazione adeguata della mucosa uterina. In più si esegue un’analisi immunoistochimica attraverso l’impiego di marcatori specifici: quello per le plasmacellule è il CD 138. Una concentrazione molto alta di questo offre la diagnosi di endometrite. La biopsia endometriale è un’indagine diagnostica invasiva, ma comunque molto semplice da effettuare che non richiede anestesia (è possibile richiedere una leggera sedazione) e può essere eseguita in un qualunque ambulatorio ginecologico qualificato. Non dura più di 10 minuti e non richiede una preparazione particolare, anche se va eseguita in giorni specifici del ciclo mestruale. Dopo il prelievo si possono sviluppare alcuni disturbi:

  • – dolore localizzato
  • – sanguinamento
  • – lievi crampi

 

Vanno sempre segnalati al proprio medico, anche se sono ritenuti normali. I risultati del test si possono avere in 7-10 giorni.

La cura per l’endometrite cronica

In caso di diagnosi positiva di endometrite cronica è possibile seguire una terapia mirata che può comprendere antibiotici, cortisonici e/o infusione di immunoglobuline Ig per via endovenosa, prima di procedere ad un nuovo concepimento o all’impianto di un embrione. La terapia è sempre personalizzata ed occorre rivolgersi ad un professionista.