Il benessere in tre atti
Prefazione a cura di Angelo Mellone
Il benessere deve essere osservato e costruito focalizzando l’attenzione sia sui singoli elementi che lo compongono, sia sul disegno generale che ne risulta. Quel disegno generale ci dice anche chi siamo, oltre che come stiamo, mentre i dettagli nascondono a loro volta tutte le possibilità di bellezza che attendono di essere afferrate.
Il benessere come il soggetto di una pièce: la trama o la storia principale è la base su cui si costruisce la sceneggiatura, l’insieme degli eventi, i personaggi e le ambientazioni che verranno messi in scena nella rappresentazione dell’equi-librio di noi stessi.
I bisogni da soddisfare per poter dire di stare bene davvero sono diversi tra loro ma disponendoli l’uno accanto all’altro, possono comporre il disegno a cui aspiriamo.
Una magia che non ha parametri né standard, semplicemente la si riconosce quando ci si imbatte in essa. È qualcosa di intatto, di puro, ma anche un po’ ribelle, una specie di anarchia positiva.